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Per scegliere in modo corretto gli elettrostimolatori Globus, Compex o di altre marche, è importante conoscere
quali sono i principi di funzionamento di questi apparecchi. Abbiamo perciò preparato questa pagina di informazioni sull'elettrostimolazione
e gli elettrostimolatori.
L'elettrostimolazione
produce una contrazione muscolare intensa ed efficace
che genera effetti allenanti straordinari ed innalza in
breve tempo le capacità di prestazione. Come metodo di
allenamento è una pratica utilizzata da molto tempo, mentre
nelle applicazioni di tipo estetico si è affermata solo
di recente.
I due aspetti fondamentali che contraddistinguono un'apparecchiatura
che stimoli elettricamente in modo corretto sono la sicurezza
e l'efficacia. Per avere un giusto effetto eccitomotore
la stimolazione dovrà evitare sia la ionizzazione che
l'ustione dei tessuti. Per sortire un giusto effetto la
stimolazione dovrà essere prodotta con i parametri elettrici
a valori minimi e tenere presenti due parametri fondamentali:
l'intensità e il tempo. Ne consegue dunque che la forma
geometricamente ideale è un'onda rettangolare o quadra.
Per efficacia si intende, nel nostro caso, la capacità
di eccitare le cellule nervose che trasportano l'impulso
elettrico alla placca motrice e da qui alle fibre muscolari.Questo
è possibile solamente rispettando la prima legge fondamentale
dell'elettrostimolazione: la legge di Lapique.
Tipi di corrente:
I tipi di corrente utilizzabile sono
due: continua e pulsata. La prima è una corrente di qualsiasi
intensità che se rapportata al tempo, dà un valore diverso
da zero.Nel caso della corrente continua, se l'intensità
(I) prosegue per un tempo illimitato (t) la risultante
della divisione I/t darà valore diverso da zero provocando
l'effetto di ionizzazione. Per evitare questo effetto
bisognerà utilizzare la corrente per un dato tempo e poi
interromperla. Ad una intensità di valore positivo si
farà seguire una di uguale valore negativo cosicché (I/t)
andrà un risultato pari a zero.
Tipi di cellule:
Le cellule eccitabili del corpo umano
sono di due tipi: muscolari e nervose. Quelle nervose
sono la via ideale di stimolazione poiché sono più facilmente
eccitabili rispetto alle cellule muscolari. Una contrazione
muscolare non nasce infatti a livello locale, ma cerebrale,
percorrendo il tratto neuromotorio fino ad arrivare alla
fibra muscolare.
Tipi di
corrente:
I tipi di corrente utilizzabile sono
due: continua e pulsata. La prima è una corrente di qualsiasi
intensità che se rapportata al tempo, dà un valore diverso
da zero.Nel caso della corrente continua, se l'intensità
prosegue per un tempo illimitato la risultante della divisione
I/t darà valore diverso da zero provocando l'effetto di
ionizzazione. Per evitare questo effetto bisognerà utilizzare
la corrente per un dato tempo e poi interromperla. Ad
una intensità di valore positivo si farà seguire una di
uguale valore negativo cosicché (I/t) andrà un risultato
pari a zero.
La posizione
degli elettrodi:
La posizione degli elettrodi è uno
degli aspetti fondamentali per la buona riuscita di un'elettrostimolazione.
I due elettrodi vanno posizionati in modo che la corrente
attraversi la zona della placca motrice ossia dove i motoneuroni
si innestano nel muscolo. L'elettrodo positivo va posizionato
in prossimità della placca motrice, l' elettrodo negativo
sull'estremità opposta del muscolo stesso. La dimensione
dell'elettrodo positivo deve essere un terzo della superficie
dell' elettrodo negativo. Altro aspetto importante riguarda
la connessione tra elettrodo e cute che si ottiene con
l'uso di un gel di conduzione.Dove l'elettrodo non appoggia
perfettamente sulla pelle, l'aria o il pelo si interpongono
creando un isolamento parziale al passaggio di corrente
.In questo modo la corrente non si concentra omogeneamente
su tutta la superficie e provoca spesso una sensazione
di puntura in prossimità dell'elettrodo.
Regolazione dell'intensità:
L'intensità della stimolazione sarà
direttamente proporzionale alla Profondità del campo elettrico
e quindi al numero di motoneuroni attraversati. Ad un
maggior numero di motoneuroni interessati corrisponderà
la contrazione di più fibre muscolari e quindi un miglior
allenamento.
Durata del trattamento:
Il tempo minimo per seduta va da 20
minuti a qualche ora al giorno, in rapporto alla situazione
soggettiva e all'obiettivo da raggiungere e al tempo a
disposizione fissato.Nella fase di carico di lavoro la
stimolazione andrebbe fatta almeno tre volte alla settimana
per tre/sei settimane. |
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Le informazioni contenute
in questo sito non sostituiscono il parere del medico.
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